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giovedì 14 marzo 2013

Where is my mind

AmiZi, finalmente il mio continuo stalking ha fatto in modo che qualcuno prendesse in mano i miei files che al momento - spero - sono in via di editing. Mi trovo, perciò, in quella bolla di sapone di isolamento e attesa grazie al quale, almeno per un po', posso pensare a quello che mi piace.

Indi per cui, nella mia testa al momento c'è:

a -  "Monnalisa" cover dei Marlene Kuntz dell'omonima canzone di Ivan Graziani che ascolto in loop da almeno 48 ore ininterrottamente e con la passione della prima volta.

b - Il meraviglioso film tratto dalla vicenda di Chris McCandless aka Alexander Supertramp. 
Ultimamente ho avuto modo di leggere -e amare- il libro di Jon Krakauer e non riesco a levarmi dalla testa la magnifica forte e testarda personalità di quel ragazzo che nel 1990 ha detto ciao a tutto e a tutti e ha cercato con tutte le sue forze di vivere il più' possibile rispettando quello che era il suo ideale.  Una delle frasi del libro che ho appena letto che mi ha colpita di piu' è stata questa: "McCandless diffidava dal valore dei traguardi facili, e pretendeva molto da sè, molto di piu', in conclusione,  di quanto non fosse in grado di dare."

c - l'oroscopo di Rob Brezsny su "Internazionale". Per quanto riguarda il mio segno (Capricorno s'era capito)...cosa vorrà dire? xD

d - l'adorabile post su "Cosebelle" che mi ha ricordato che fuori dall'ambiente universitario, nella semplicità delle giornate che possiamo vivere, sta risbocciando una delle stagioni piu' belle (e colorate) che abbiamo la fortuna "sperimentare".

Si, oggi mi sento molto international e a furia di inglese scientifico ho dei seri problemi di identità linguistica.

Vi lascio con un sorrisone.

martedì 12 marzo 2013

Le lezione di Supertramp.

La cosa che smettero' di fare, e la vedo dura in ogni modo, nel momento in cui cominceranno i miei giorni da post-laureata, sarà smettere di aspettare.

Tra i miei vari utopici progetti ci sono di mezzo il Brasile, Cuba, vivere intrecciando braccialetti di cuoio in Messico e vari ed eventuali piani alla Chris McCandless sperando in ogni modo di fare una fine meno leggendaria e tragica.

Eniuei, non ho intenzione di tediarvi con i miei effimeri progetti che son tuttavia teneramente cullati nella mia mente ogni volta che, aprendo la casella di posta elettronica, non trovo la preziosa mail che mi dovrebbe mandare il mio prof.

In attesa del lieto evento, mi piace affogare il mio (dis)piacere in tavolette di cioccolata fondente e yogurt home made e nei fantastici libri che i miei amici hanno avuto la cura di prestarmi.

E visto che al momento sto leggendo "Nelle terre estreme" di Jon Krakauer -il riferimento a McCandless non era puramente casuale-, vi lascio con una delle frasi che il ben piu' conosciuto Alexander Supertramp ha sottolineato in uno dei tanti volumi che portava dietro nelle sue avventure e che gli è rimasto vicino anche nella sua tragica fine. (Mi dispiace, se non avete letto il libro nè visto il film, vi ho rovinato la fine, in tal caso mandatemi un messaggio privato con le vostre invettive, cercherò di rispondere con amore ad ognuna di queste).



"Volevo il movimento, non un'esistenza quieta. Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla."

-Lev Tolstoj, la felicità familiare 

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