Amizi,
come è andato il vostro inizio anno? La mia idea di passare il capodanno in un autogrill è stata rigettata nuovamente ma continuerò a proporlo ad oltranza finché non verrò accontentata.
Dunque, oggi vi scrivo perché sono inciampata in una piacevole scatolina. Una scatola che se aperta contiene al suo interno meraviglie, storie, racconti e tante diverse calligrafie.
La scatola di cui vi parlo è quella che contiene la mia collezione di cartoline.
Ok non sono solo fanatica della carta stampata, sono fanatica della carta (punto).
In barba alle foto digitali e ai pixel e alle cartoline virtuali e a tutto ciò che si può condividere ora e subito, io preferisco le care vecchie cartoline, quelle che ti arrivano tutte spiegazzate ai bordi con il timbro della posta locale stampato sopra i baci della persona che te la manda.
Adoro le cartoline, non posso fare a meno di comprarle quando sono in viaggio, di inviarle e soprattutto adoro riceverne.
Inutile dirvi quante belle storie vengono raccontate in quattro righe.
C'è chi manda solo baci, c'è chi mi ricorda quanto m'ama considerando il fatto che odia inviare cartoline, c'è chi si vanta di avermi inviato la piu' bella, c'è chi mi confessa di volermi portare in quel bar al quale tavolino si è seduti a scrivere quelle quattro righe che, poco dopo, staranno già viaggiando verso di me.
L'ho già detto che le adoro?
Ora, tra le cartoline che ho, molte le ho scritte io stessa alla mia nonna quando ero in Erasmus, alcune le ho inviate a casa durante le vacanze (no, non rubo le cartoline a mia nonna, forse solo un po', sgattaiolo nella notte per rubarle alla morsa del magnete sul frigorifero), altre me le hanno inviato le mie coinquiline/amiche erasmus, altre me le hanno riportato persone pie che conoscono la mia passione (ho davvero scritto passione?).
Ecco, ora voi lo sapete, tra di voi c'è gente che viaggia molto...
Con un occhiolino, vi bacio e scappo via.