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martedì 20 agosto 2013

Da Mipiaceblabla in vacanza non si va

Insomma, mi ero detta che no, non avrei messo il naso nel blog fino a Settembre ma poi sapete cos'è successo?
E' successo che mi sono sentita un po' in colpa. E' successo che ho lasciato questo contenitore pieno di cose che #mipiacciono (evvaiii sono tornata) in balia di se stesso mentre io scorrazzavo come una libellula in un prato per le strade andaluse e non.
Dunque, torno in anticipo perchè in fondo io una vacanza da Mipiaceblabla non la voglio, io amo questo posto cosi' come amo chi viene a leggere qualche nefandezza qui da me, chi mi sostiene e chi mi scrive -c'è qualche folle che lo fa-.

Vorrei raccontarvi mille e più cose riguardo il viaggio che ho appena concluso come per esempio che la Spagna io la amo più di quanto amo i pop corn e il formaggio. Vorrei raccontarvi delle cose che ho imparato -e che evidentemente ho dimenticato perchè al momento non mi sovvengono anche se mi impegnerò nel ripescarle-. Vorrei mostarvi pixel su pixel di foto ma questo si, lo posso rimandare, magari con un nuovo progetto.

E-5 rotta per Madrid
Ringrazio, inoltre, approfittando del tono ultimo giorno di scuola e primo giorno di scuola, tutte le fantastiche bloggers che hanno fatto in modo che la rubrica del "raccontami" aka Mipiacequandoscrivi abbia avuto tanto seguito. 
Grazie a Cinzia, a Bì, a Vaty, a Princi, a Lila, a Sabina, siete delle persone straordinarie e mi piacerebbe incontrarvi una per una per darvi un abbraccio con tanta forza nelle braccia sorseggiando un rum e cola -visto che a Cinzia non piace il mojito xD-.







domenica 4 agosto 2013

Mipiacequandoscrivi: Raccontami #7 di Sabina - "Raccontami"

Amizi, ho da raccontare che dopo aver fatto le poste a Niccolò Fabi, avergli dimostrato come non so usare il mio nuovo smartphone, avergli consigliato qualche rima per qualche nuova canzone -tra l'ilarità generale- e avergli dato del "vecchio" dicendogli di essere cresciuta con le sue canzoni, sono riuscita a ottenere: n.2 baci sulla guancia -mio dio- , un abbraccio -ma davvero?- e una foto. Ero già una persona felice prima, immaginate ora. Posso partire soddisfatta e continuare a raccontare questo episodio in loop fino alla fine dei tempi per almeno altre tre generazioni.

Detto questo, posso introdurvi l'ultimo  "Raccontami" della stagione, a scrivere c'è Sabina, la penna virtuale che si cela dietro ad un blog che se non lo fate già, dovreste amare "Una fragola al giorno" . Il suo blog è un diletto per chiunque ami la lettura, i libri, i telefilm. Io, per esempio, vado spesso a caccia di nuovi titoli sul suo blog e ogni volta Sabina mi manda in crisi dispensando consigli di lettura che faranno appesantire i vostri scaffali e faranno dimagrire il portafoglio anche se nulla è più piacevole del dilapidare i propri risparmi in volumi profumati di carta stampata.
Non vi dico nient'altro.
Vi lascio a Sabina mandando un bacio a lei e a voi. 


Mi arriva questa mail da Vero che mi chiede se ho voglia di partecipare alla sua iniziativa e se ho voglia di raccontarmi. Ohibò, penso, io mi racconto da una vita! Che fare?
Questo perché sono una grande chiacchierona e, lo ammetto, sono anche parecchio autoreferenziale. Amo raccontare cosa mi piace, cosa penso, le avventure che mi capitano, i personaggi che incontro, le buffe sventure che si abbattono su di me. Forse perché mi piace intrattenere la gente o semplicemente apparire interessante agli occhi degli altri. Freud illuminami! In ogni caso, quando parto, non mi ferma più nessuno.
http://unafragolaalgiorno.blogspot.it/http://unafragolaalgiorno.blogspot.it/
Raccontarmi è, probabilmente, uno dei motivi principali per cui ho aperto un blog. Quello che ho adesso non è che il terzo della mia carriera di blogger. Il primo fu una fucina di idee e una grande prova generale che, comunque, sopravvisse per due anni e mezzo. C’erano citazioni, racconti inventati da me, la mia prima laurea, le mie prime creazioni grafiche. Con la partenza per l’erasmus decisi di aprirne un altro, Una Fragola a Madrid, in cui ho cercato – non riuscendovi – di raccontare l’incredibile esperienza di una erasmita in terra spagnola. Al ritorno mi decido a imbarcarmi in una nuova avventura, questa volta con l’intenzione di seguire un percorso più strutturato, con il desiderio di raccontarmi, ancora, ma di parlare non solo delle mie esperienze ma soprattutto delle mie passioni, delle cose che mi piacciono.
E se parlo di passioni, la prima che mi viene in mente è la lettura. Leggo da sempre. Da quando mio padre mi regalò i miei primi libri, classici di una collana per ragazzi che aveva in copertina un simpatico corvetto dal becco giallo. Ho sfogliato quelle pagine profumate e ci ho trovato mille mondi e un amore che dura tutta la vita. Parlare di libri, di storie, dei mondi racchiusi in essi è per me un prolungamento del piacere e, lo ammetto, è come essere investiti di una missione, quella di incuriosire e spingere coloro che giungono sul mio blog ad aprire a loro volta un libro e tuffarvici dentro. Ma, per la maggior parte del tempo, si tratta di un gioco che faccio con me stessa, nel tentativo di far trasparire quei lati di me che amo di più.
Sono molte altre le cose di cui parlo nel mio blog: le innumerevoli serie tv che guardo, i film che mi piacciono, i tè che bevo, i viaggi che faccio, i luoghi e le mostre che visito e, si, anche piccoli frammenti della mia vita sempre in movimento. Ogni argomento è per me uno specchio in cui riflettersi, una sfida da affrontare, un momento ludico, l’occasione per condividere con chi mi legge. Perché per raccontarsi occorre essere disposti anche ad ascoltare gli altri. E a condividere ciò che si ha.
Sono una promotrice dell’idea che ognuno di noi sia, in sostanza, ciò che fa. E in questi giorni, riflettendo su ciò che sono, mi viene spontaneo dirmi: “sono una blogger”. Una persona a cui piace raccontare e raccontarsi tramite mille e uno argomenti, passioni, fatti ed eventi. Non so cosa mi porterà l’essere blogger, non è un lavoro né un obiettivo da prefissarsi. Ma conosco il suo significato e ciò che mi procura: è uno stato d’animo, una condizione di esistere, un’esigenza e un piacere. E spero che questo piacere si trasmetta anche a chi mi legge.
…

Vero, per caso ho scritto troppo? Io vi avevo avvertito… ;-) 

venerdì 2 agosto 2013

31 giorni d'estate

L'estate è cominciata già da un po' ma per me è cominciata ieri.
Primo agosto, primo bagno al mare, primo sole, primo colore.
Normalmente, per dare colore a ogni giorno, mi invento un gioco.
Il gioco che invento di solito è molto semplice e ogni bambino potrebbe avere una trovata migliore, ogni giorno stilo una classifica delle tre cose che della giornata ho amato di più. Le cose semplici, molto spesso, sono quelle che mi colpiscono.
Successe cosi' che un giorno, passeggiando fino a casa in una giornata molle annoiata, mi sono detta -dai, diamo una svolta a questo momento e trova almeno tre cose che ti cambino la giornata in positivo-.
Ora, chiedere a tre cose, le più semplici, di cambiare la propria giornata in positivo è un po' presuntuoso ed è anche forse chiedere troppo, pero' almeno per una decina di minuti io ho sorriso.
C'era, nel parco un nonno che giocava con il nipote e lo faceva dondolando su una ranocchia verde brillante scrostata di legno, di quelle con le molle sotto e si stava divertendo anche molto più di un bambino. Primo sorriso.
C'era il profumo dei fiori che stavano prendendo colore e volume, che sprigionavano dalla loro corolla l'aroma piu' intenso che si possa percepire, quando il sole si avvicina al tramonto e gli odori si fanno piu' intensi, mi sono ricordata del sentiero dietro la vecchia ferrovia che percorrevo ogni giorno per andare a scuola, quando avevo 11-12 anni. Secondo sorriso.
Poi, il terzo sorriso è sorto spontaneo: una quattro formaggi rossa.

Tutto questo come premessa al fatto che, da quando -ieri- sono cominciate le mie vacanze, di sorrisi sul mio viso se ne sono aperti molti più di tre.
Ho girovagato e curiosato sbirciando in giardini altrui e finestre fiorate. Ho immaginato storie e ascoltato canzoni.


 Ho comprato un biglietto per il concerto di Niccolò Fabi che mi attende stasera e lunedi' partirò per la mia amata Spagna per un viaggio che attendevo da tempo -l'on the road delle wishlist di chiunque, che vedrete documentato su ogni mezzo di condivisione a me disponibile dato che sono #social e non me ne pento- e posso dire di essere soddisfatta, il tipo di soddisfazione che al vedere una stella cadente ti lascia spiazzato perché pensi che la maggior parte delle cose che desideri le hai già.


Ps. Domenica, contrariamente alla cadenza sabatestrale degli ultimi tempi, vi giungerà l'ultimo "Raccontami" della stagione.

Un sorrisone a voi

venerdì 26 luglio 2013

#Mipiacequando - sono diventata social

E' successo un guaio. 
Ho sempre commentato i post di coloro che si lamentavano - o lodavano- il proprio cellulare modello anteguerra proclamando la bellezza dell'avere una batteria stoica e resistente una settimana - fino all'ultima tacca-, ho sempre bonariamente sorriso nel vedere qualcuno cacciare il proprio telefono e fare una ricerca su google nel vivo della conversazione per accertarsi come si scriva il nome di Gion Uein.
E' successo un guaio perchè da poco meno di una settimana, io, che ho sempre detto di non volere uno smartphone, ho comprato uno smartphone.
Mi sento in colpa anche nel momento in cui lo scrivo -ho comprato uno smartphone-. Ed è inutile il fatto che io giustifichi me stessa con inglesismi vari nascondendo il mio essere fondamentalmente una materialista dietro all'affermazione "è un guilty pleasure".
Non ve lo scrivo neanche, il giorno dopo la mia amica Giulia mi dice "adesso sei diventata social!".
Sono diventata social nella maniera piu' virale possibile -si, lo ammetto ho scaricato whatsapp- e ho cominciato a fotografare il mondo, le formiche, le lucertole, i miei piedi, ogni libro che mi passa per mano, il pavimento, i cartelli appesi dentro e fuori l'università e ho fatto un book fotografico a mia nonna -di cui vado molto fiera-.
Dopo questo mea culpa, vi mostro cosa ne è stata della mia prima settimana "social" -prendetemi pure in giro, sono pronta, mi potete anche scrivere un e-mail ma non siate troppo cattivi, sono una persona sensiBBBile-

1- Il bimbo (cinquenne) di un prof, vedendomi seduta alla mia postazione, intenta a leggere pagine su pagine di articoli, prima mi chiede se può farmi un ventaglio -chiedendomi anche colori, sfumature e pattern- poi, dopo avermi consegnato il suddetto ventaglio si ferma, mi guarda e mi dice : "ma tu cosa facevi prima di diventare vecchia?".
Piccoli cavalieri crescono.
"Guarda che un giorno anche tu sarai vecchio come me"
"Eh ma tra tantissimo tempo!"
























2 - Poche sono le cose importanti, quelle da tenere in mente ovvero: controllare sempre se ci sia la carta quando si va in bagno, allacciarsi la cintura in macchina e tenere d'occhio il portafoglio in qualsiasi situazione. Una manciata di minuti dopo aver scattato questa foto, il mio moroso ha ben pensato di perdere il portafoglio per strada. Fortunatamente una signora sconosciuta l'ha raccolto e senza neanche aprirlo lo ha portato dai vigili. La vicenda si è conclusa nel giro di un'ora. Le persone oneste esistono ancora.

























3- per concludere vi posto l'ennesima foto virale-spam che pubblicherò su profili vari ed eventuali -si, ho anche twitter, io donna di mondo che ha bisogno di condividere cosi' tanto le proprie informazioni- lanciando anche uno di quegli hashtag (scusate, sono diventata social, devo usare un linguaggio specifico) #mipiacequando. Se avete voglia di giocare -assecondarmi- con me, io sarò felice come una babbiona sull'otto volante.
Se siete arrivati fin qui e, dopo quello che ho scritto, state continuando a leggere, allora mi state cominciando a sopportare voler bene nonostante tutto.
Ecco a voi il mio prossimo "#mipiacequando trovo dediche dimenticate scritte sui libri che amo, meglio ancora se spagnoli."



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