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venerdì 24 gennaio 2014

NOTEWORTHY THINGS - WEEK 3/52

Eccomi amizi,
 qualcuno era già pronto a dirmi che l'esercizio di costanza non è esattamente una delle mie attività preferite e invece no, stavolta vi sorprendo, cari scettici.




18/365:Veronica, la regina della pastafrolla 
19/365: giornata DIY (non riesco a farne a meno)
20/365: Momenti conviviali in lab, thè come se piovesse (in una tazza non mia), mia madre mi avvisa che il tanto atteso pacco arrivò.
21/365: Inviato SMS a ignoto che non sa fare uso del verbo avere (non sono la persona che cerchi, AI sbagliato numero) (gravissimo!!!)
22/365: il pacco giunge nelle mie mani (con dentro Kundera e Cognetti)
23/365: "Ma di che ti preoccupi, oggi è mercoledì" "No Vero, è giovedì!"
24/365: Cavoli a cena, finalmente casa.

Foto: Kundera - Amori Ridicoli e una fedele compagna.


sabato 28 settembre 2013

Anche Dorothy soffre

E' sabato - avevo scritto venerdi', sono seriamente fuori tempo, fuori tutto-. Probabilmente vi aspettate curiosità e momenti random ma quello che riesco a darvi questo pomeriggio è molto poco se non uno stralcio delle mie letture (tre libri in corso di lettura terminati nel giro di 3 giorni, grazie Trenitalia).
Oggi non vi racconto di quant'è bello il mondo e non vi dico quanti uccellini sono intervenuti nell'aiutarmi a vestirmi stamane. Niente di tutto questo. Oggi è una giornata stanca, come la settimana che è appena passata che è stata professionalmente parlando molto eccitante, fisicamente sfinente e psicologicamente discutibile.
I momenti "plof" capitano anche a coloro che sembrano vivere nel mondo del Mago di Oz.

L'immortalità - Kundera. (Sempre lui, finalmente -o purtroppo- l'ho finito).


lunedì 8 luglio 2013

Cinque minuti a random - un' alternativa

Vi volevo sorprendere con una randomata da 5 minuti ma il post di oggi ha voluto sorprendere me invece.
Succede che mi è piombata in testa un'idea che ho subito pensato buona e ho detto -perchè no, facciamoci un post-.

E' da molto tempo che non vi aggiorno sui libri che compro e che leggo -ne compro molti piu' di quanto ne riesca a leggere- e il tempo che dedico alla lettura è ormai confinato in quella mezz'ora impastata di sonno che si trova tra l' "adesso leggo qualcosa prima di dormire" e il "oddio mi sta cascando l'occhio prima della fine della pagina!".

Detto questo, ho ben pensato di regalarvi 5 minuti random riportandovi i passaggi dei libri che ho letto  ultimamente che piu' mi hanno fatto pensare a me e ai ricordi che custodisco con discrezione nell'anticamera del cervello adibita ai ricordi e alle tabelline e nell'hard disk del notebook che ho distrutto l'anno scorso facendogli fare un mezzo volo -molto dolce ma comunque devastante- dalla macchina. Ops.

Pronti?

1- Le Notti Bianche - Dostoevskij


Chi non ha mai vissuto una notte del genere?


2 - "Fai bei sogni" - Gramellini


Io, ad esempio, inciampo spesso. 
Poi, in una di quelle associazioni assurde che non so neanche da dove mi siano state lanciate, ho ben pensato di immaginare una storia tra Gatsby e Scarlett O'Hara -penso che sarebbero stati una bella coppia, ambedue legati all'idea di un amore impossibile- anche se no, sebbene strapperei volentieri Gatsby a Daisy, non strapperei mai Scarlett al suo Rhett.



3 - L'immortalità - Kundera

Il libro l'ho comprato tanto tempo fa in un mercatino dell'usato, ho letto Kundera e l'ho comprato ad occhi chiusi.
Aveva l'aspetto di un libro nuovo di zecca. Mi sono chiesta chi mai vorrebbe vendere un libro tanto bello e tenuto tanto bene, questo libro è stato amato!
Colui che ha letto il libro prima di me, lo aveva già sottolineato e diciamo che riguardo il pezzo che vi ho riportato, abbiamo pensato ambedue che fossero delle righe degne di essere sottolineate. Niente da ridire nè da ri-sottolineare.

Sperando che questi cinque minuti a random alternativi siano stati di vostro gradimento.
Vi mando un sorrisone, io torno a leggere.




venerdì 12 aprile 2013

Dolce Aprile


Non ho nulla in comune con Charlize Theron e il Flauer non ha nulla a che fare con Keanu Reeves (non ho nulla di cui lamentarmi) e non siamo in un film ma questo Aprile mio è proprio Sweet con un lieto fine che al November della nostra biondona non è toccato.

Aprile è da sempre stato il mese delle novità, dei nuovi inizi, dei viaggi, delle gite scolastiche, delle esperienze, delle storie che finiscono e delle storie che iniziano.

Ad Aprile è cominciata, alcune lune fa, la mia fantastica love story col Flauer. Ad Aprile è nato Flauer. Ad Aprile l’anno scorso sono partita per Valencia, un’esperienza che mi ha dato modo di fare una delle tesi sperimentali più fighe interessanti della mia sessione di laurea, senza contare quella del Flauer.

Ad Aprile, un paio di giorni fa, è iniziata una nuova avventura formativa e professionale per me che vi scrivo e che sorrido sorniona al mio riflesso sullo schermo del pc.

Quando ero piccola e facevo le elementari e rubavo i bicchieri di vetro dalla dispensa di mia  nonna per sotterrarli dietro casa per dar modo agli archeologi del futuro, di sapere che noi per bere usiamo il vetro, quando facevo crescere la muffa sul pane perché la maestra aveva portato il microscopio in classe, quando aprivo le crosticine delle ferite per vedere il sangue al microscopio (si lo so, schifo e anche un po’ splatter), se mi avreste chiesto cosa avrei voluto fare da grande, prima vi avrei detto la cassiera poi ci avrei ripensato e avrei detto la ballerina, poi ci avrei ripensato ancora e avrei detto la scienziata.

La scienziata era stata la mia scelta generica e definitiva, idea appassita miseramente dopo gli anni del liceo a studiare letteratura e a tradurre testi in latino e greco, anni passati ad adorare Calvino, Catullo e Canova, passati ad immedesimarmi in personaggi come Sybil Vane e a seguire le vicende di Useppe.

Se, a 17 anni mi avreste detto che sarei riuscita ad accaparrarmi un posto addirittura pagato per fare un dottorato di ricerca in scienze degli alimenti io vi avrei risposto: “no, ma che, io voglio fare la giornalista, la cantante, la viaggiatrice, la storica dell'arte”.
Ecco, io cantante, giornalista ci voglio ancora diventare eh ma in fondo in fondo, quella bambina che a 10 anni diceva di voler fare la scienziata si è messa a scavare tra le scartoffie, tra i labirinti sconosciuti di materia grigia, mi ha gridato durante il sonno per almeno 4 anni “sono quaaaa…sono quaaa” per poi uscire prepotentemente qualche giorno dopo la laurea e dirmi: “beh, è ora, che vogliamo fare?”.

Facciamo che io adesso sto per cominciare un dottorato di ricerca di 3 anni e che, nonostante le difficoltà che ci possono essere, le cose mi sono sempre girate per il verso giusto per cui sono felice.

Nell’euforia del momento, sono passata al mercatino dell’usato e mi sono comprata l’ennesimo libro di Kundera (L’immortalità), ho accarezzato un gatto per strada e mi sono comprata un gelato. 

Ieri, poi, mi sono anche coccolata andando ad ascoltare Emanuele Trevi parlare di poesia d’amore e ho dimenticato di dirvi, tempo fa, che su Letteratu era possibile leggere un mio racconto (qui) che spero criticherete selvaggiamente e in maniera spietata, senza sensibilità né cuore.

Un grande muà a voi.

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