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sabato 8 giugno 2013

MipiacequandoScrivi: Raccontami #3 di Bì - La guerra è finita

Questo sabato torna la fortunata rubrica dedicata ai vostri racconti di vita e non.
Ve l'avevo promesso - e ve l'aveva promesso anche lei- che ci sarebbe stato un seguito al preziosissimo contributo di  (PrecariaMENTEando) "Come i pini di Roma" della sessione precedente di MipiacequandoScrivi. Ho avuto il privilegio di leggerlo in anteprima e già immagino i vostri commenti - se li immagina sicuramente anche Bì.
Da questo post potete dedurre che Bì, oltre ad essere una fantastica blogger, è anche una di quelle persone che sanno il fatto suo. Non posso continuare a scrivere senza spoilerarvi tutto per cui mi cucio la boccuccia santa e vi lascio a lei...



Quando Lui se n’era andato, si era ripromessa di essere come i pini di Roma e non lasciarsi spezzare. Si era buttata a capofitto nel lavoro, e su quella scrivania sommersa di carte trovava la forza per far trascorrere le giornate. La felicità immensa di quella mattina le sembrava così lontana, che era arrivata perfino a dubitare che fossero mai stati una cosa sola. Spesso in sogno rivedeva quegli occhi scuri e beffardi, ed erano così maledettamente reali che poi, al risveglio, lo stomaco le rimaneva attorcigliato per tutta la giornata. Dopo quel ‘Non si sa mai’ che Lui aveva risposto al suo ‘Allora è un addio’, si era imposta di non cercarlo più. Invece dopo dei mesi l’aveva cercata Lui. Per salutarla. Alla vista di quel nome che lampeggiava sulla chat il sangue le si era gelato nelle vene ed era stata scossa da un brivido ghiacciato tanto che, nonostante il tepore della primavera romana, era corsa a chiudere la finestra e a mettersi una felpa, per smettere di battere i denti. Aveva provato a cancellare il Suo ricordo, sovrapponendogli quello di altri, ma ogni volta si ritrovava inevitabilmente a cercare quegli occhi e a pensare che quelle labbra non erano le Sue. Il Suo ricordo tornava a pungerla di un dolore acuto, lasciandole addosso uno sgradevole senso di inadeguatezza, in bocca l’amaro di parole mai dette, di un male mai espresso e mai riassorbito.
Città grigia - http://precariamentando.blogspot.it/


Anche lei aveva dovuto lasciare Roma, ma il ricordo di quella serata innaffiata di passione e Falanghina l’avrebbe seguita ovunque. Si era trasferita in un altro Paese, inseguendo quei sogni di carriera che, pensava, avrebbero compensato la consapevolezza dell’abbandono. Era approdata in una città grigia, dove non c’erano i pini come a Roma ma solo file interminabili di palazzi scuri, freddi, tutti uguali. A poche settimane da quel nuovo inizio, quando pensava di riuscire a voltare pagina, quel nome era tornato a lampeggiare sulla chat: ‘Siamo sotto lo stesso cielo’ diceva. Ancora Lui, sempre Lui, che ora viveva in una città rossa a poche ore di treno da lei. Stupido destino. Nonostante sapesse di correre un rischio, voleva rivederlo. Per dimostrare a sé stessa di essere forte, per dirsi che era finita, per far uscire quelle parole e chiudere la partita: così era andata da Lui nella città rossa. Si erano salutati da amici ma arrivati a casa, nel tepore della Sua stanza, lontani dal resto del mondo, era bastato che Lui le tendesse una mano perché lei gli si lasciasse andare, completamente. Nonostante la magia della notte della Falanghina fosse sparita, non aveva saputo resistergli. Va tutto bene, so quello che faccio, pensava, dominando il Suo piacere. Questa volta è diverso. Era ripartita dopo tre giorni, serena: quando Lui verrà da me, allora parlerò. Una promessa. Ma Lui non era più venuto e le parole erano rimaste chiuse nel cassetto, in attesa.

Città rossa - http://precariamentando.blogspot.it/
C’erano voluti parecchi mesi perché ammettesse che stava mentendo a se stessa. Una sera, dopo averlo sentito, le lacrime avevano iniziato a sgorgarle dagli occhi. Prima silenziose, si erano trasformate in singhiozzi così violenti da toglierle il respiro: per la rabbia, il dolore, la frustrazione. Perché non l’aveva mai dimenticato, perché voleva rivederlo a ogni costo.
Lo aveva invitato. Ma Lui, dispiaciutissimo, proprio quel weekend era già impegnato in montagna con amici. Pazienza, si era detta. E non ci aveva più pensato. Fino al lunedì mattina quando, acceso il pc, erano apparse sulla home page le foto della coinquilina di Lui (così amichevole con lei, quando si erano conosciute nella città rossa). ‘A city for lovers’, diceva la didascalia. Lui e lei. Assieme. Nella città grigia. Quello stesso weekend.
Questa volta gli occhi le erano rimasti asciutti. Calpestata, era l’unica parola che le attraversava la mente guardando quella coppia felice con gli occhi ancora pieni di sonno e passione. Aveva aspettato due mesi, pazientemente, facendo finta di niente, finché non era riuscita a tornare nella città rossa. Era andata da Lui. Questa volta, al Suo ‘Non si sa mai’, aveva risposto ‘Brutto bastardo, sono due anni che mi prendi in giro e mi usi. Vaffanculo’. E se n’era andata sbattendo la porta.
Aveva chiuso la partita. Ora la guerra era davvero finita.

venerdì 26 aprile 2013

Amarcord

Quando la mia amica Valentina mi ha scattato questa foto, io avevo 19 anni, lo ricordo molto bene.
Era l'estate del 2006 ed ero reduce dall'esame di maturità, stavo andando incontro ad una meravigliosa e memorabile mononucleosi e soffrivo per ammmmore.

Come si fa a non soffrire per amore a 19 anni, ditemelo.  
Il ragazzo in questione, che al tempo ritenevo fosse la storia piu' lunga che avessi avuto considerando che la durata è stata di 3 mesi, aveva deciso che prima di partire per il campeggio estivo, fosse stato giusto lasciarmi per telefono.
 Stavo ascoltando "Valvonauta" dei Verdena, ricordo quel momento più per la canzone e per quanto la situazione mi appaia tragicomica in questo momento. 

La sera stessa della telefonata presi la macchina che i miei mi lasciavano guidare -che io chiamavo, amorevolmente "Trattore" vi faccio immaginare il perchè- guidai piangendo per tutto il tempo mentre Ligabue cantava "Niente paura, passa tutto quanto" finendo per chiedere alla mia amica Valentina di mettermi lo smalto marrone "perchè mi sentivo una cacca" -bonjour finesse-.

Ora di anni ne ho 26 e quella ragazza un po' goffa e un po' triste della foto mi fa proprio sorridere perchè, a 19 anni, non sapeva ancora di quelle meravigliose cose che le sarebbero accadute da li' a un paio di mesi -mononucleosi esclusa-.

Che poi, quel ragazzo, alla fine mi ha anche chiesto scusa e se mi capita di incontrarlo per strada, mi fermo anche a parlare un po' (brutto$%6$°§°ò°ççà@ ''tacci tua).



sabato 13 aprile 2013

#8 Di amore e curiosità: Elsa Morante e Alberto Moravia

Ieri, tornando a casa, ho avuto il piacere di farmi dare il benvenuto da alcuni volumi riguardanti le opere complete di Alberto Moravia.

Vero: e questi?
Madre: li ha portati la zia, ha detto che visto ti piace leggere...
Vero: ha fatto proprio bene (sfogliando famelica scorrendo i titoli per vedere in quale volume fosse "La ciociara")

Ecco dunque, grazie a questo fantastico dono di mia zia -che con questo gesto fa si che il mio comodino abbia una pila di libri tali da coprire la finestra-, ho avuto modo di ricordarmi che tempo fa volevo parlarvi della storia d'amore tra Alberto Moravia ed Elsa Morante.

All'inizio pensavo che la storia tra i due fosse stato qualcosa di coinvolgente e che il lieto fine avesse permeato ogni istante della loro vita insieme ma cosi' non fu. Il loro matrimonio duro' si 25 anni, il che tutto sommato la rende una storia di successo, ma alla fine, cio' che ha interrotto la storia non è stata la morte dell'una o dell'altro bensì una separazione spontanea e molto probabilmente una terza persona.

La storia dei due comincia nel 1941 quando si sposano e vanno vivere a Roma in Via Sgambati. Nel 1943 vivono clandestini sulle montagne della ciociaria e i quel periodo vivono uno dei momenti piu' fecondi della loro vita professionale.

Negli anni cinquanta, la loro relazione comincia ad assopirsi, riportando parte dell'articolo de "la Piazza" di Ivano Moreschini (qui) si legge : " Gli anni cinquanta cosi' fecondi di successi per entrambi vedono lo spegnersi della loro relazione. Moravia conosce Dacia Maraini che poi sarà a lungo la sua compagna e la Morante, dopo una breve relazione con Luchino Visconti, conosce in un viaggio a New York nel 1959 il pittore americano Bill Morrow con cui si lega intensamente tanto da avere un forte tracollo psicologico per la tragica morte di lui precipitato da un grattacielo nel 1962. Nel frattempo pero' Elsa era andata a vivere in una casa diversa da Alberto, sempre a Roma in via del Babuino. Si separano ed Alberto anni dopo dirà : -Elsa è stata veramente la donna con la quale ho vissuto il periodo più politico e più pubblico della mia vita. Ho cosi' un ricordi di Elsa attraversato dalle tragiche vicende di quegli anni. Forse anche per questo il nostro rapporto è stato particolarmente drammatico. Avrei continuato a vivere con lei se non mi fossi innamorato di Dacia Maraini (...) nella vita preferisco, prima di rompere un rapporto cosi' importante come quello tra Elsa e me, di trovarne un altro altrettanto importante che lo sostituisca."

Potrei dire molto su quel "sostituisca" finale ma rischierei l'off-topic (!!!).


Insomma, oltre alla storia particolarmente difficile e ai due caratteri di questi scrittori da mettere insieme, ad un certo punto della loro storia, è entrata una seconda figura femminile non da poco, quella di Dacia Maraini.



Dopo la separazione, i due non tornarono piu' insieme ma sono convinta che nel cuore e nella mente di entrambi, ognuno abbia lasciato un'impronta piuttosto profonda.
Moravia, parlando del funerale della Morante a cui ha assistito dice: "Nella corsa del carro funebre i fiori, probabilmente male assicurati alla corona, volarono via uno dopo l'altro e andarono a schiacciarsi sull'asfalto: quei fiori che volavano via tra il carro funebre di Elsa e la mia macchina mi fecero un'impressione delirante e simbolica: cosi' era volata via Elsa dalla mia vita".



mercoledì 29 agosto 2012

Il mio Erasmus Anniverario, olè

il 29 Agosto è per me, amati lettori, una giornata simile al compleanno, al primo giorno dell'anno, all'anniversario con il proprio compagno o compagna.
Il 29 Agosto celebra l'anniversario della mia partenza per l'erasmus (Spagna, Leòn n.d.r.) nell'ormai lontano 2008.

Il 29 Agosto 2008 avevo un nuovo taglio di capelli di cui andavo fiera, un colore non mio di cui andavo fiera -un po' meno nei mesi seguenti-, uno smalto scheggiato di cui andavo fiera e degli amici di cui vado ancora fiera.

Prima di partire avevo aperto una nuova cartella -vuota- sul pc perchè sapevo che di li' a poco sarebbe stata piena di nuove facce e non potevo fare cosa migliore e non potevo incontrare facce piu' belle.

In erasmus ho sperimentato varie cose -oltre alle faccende universitarie che se volete posso esplicarvi- tra cui:

-Il colpo di fulmine, una vera e propria tragicommedia;
-L'insonnia -se andare a dormire alle cinque e svegliarsi alle nove puo' chiamarsi tale-
-La vacanza -se nove mesi in Spagna possono non chiamarsi vacanza-
-I viaggi on the road -piccolo paragrafo del capitolo vacanze-
-Capacità linguistiche -provate a dire "ciao" in polacco anche voi- perchè oltre ad imparare la lingua del posto c'è l'opportunità -e approfittatene- di conoscere qualche nuova lingua che magari potrebbe appassionarvi
-Partyallnightlong -non aggiungo altro-
-Una nuova numerosissima famiglia
-La fama -se cantare una volta una canzone in un locale puo' essere reputata tale-.
-Il raffreddore tutto l'anno -evitate di scambiarvi i bicchieri please-
-L'assenza di senno e di grazia -da notare in seguito alla visione dei video-

L'erasmus mi ha insegnato molte cose sulle relazione interpersonali, sulle relazioni tra coinquilini, con gli stranieri, mi ha insegnato che non tutti i francesi sono antipatici e che i tedeschi sanno cucinare molto bene, mi ha insegnato ad apprezzare il carattere solare e aperto dei polacchi, ad amare la parlata cadenzata e cantilenante dei portoghesi e distinguerla da quella dei brasiliani, mi ha insegnato a cucinare -se proprio vogliamo fare bella figura sul blog- e mi ha insegnato a ridere a crepapelle. Mi vedo ancora ballare sotto la neve con le mie fantastiche donne erasmus in attesa di ordinare cibo cinese e stare sveglie tutta la notte ad ascoltare David Bowie, a suonare la chitarra, a svegliare i vicini, a ballare in cucina, a preparare toast, a farsi addominali di risate, numerosi video e un fiume di parole.
Insomma, partite per l'erasmus, se siete fortunati almeno quanto me tornerete in patria sapendo di avere in giro per il mondo -o per l'Italia- un'autentica famiglia e magari come me vi ritroverete a riorganizzare viaggi in Puglia on the road con quella magnifica compagnia erasmiana o a girare per l'Europa approfittando di un alloggio assicurato in quasi ogni città di ogni nazione. Senza parlare degli amori che nascono e muoiono in erasmus, di amori che in erasmus trovano la loro fine e amori che grazie all'erasmus trovano una forza ancor piu' forte dell'inizio ma questo è un altro discorso e magari un giorno sarà il tema di un post.

Oggi è il mio anniversario con Leòn, tanti auguri a noi.

Olè


mercoledì 25 luglio 2012

Fenomenologia dei 20's.

Avere 25 anni è old fashion.

Sono arrivata alla conclusione che l'età perfetta sia compresa tra i 21 e i 22 anni.

A 20, nelle piu' prospere delle ipotesi ti viene la mononucleosi -se non l'hai avuta a 19 anni-, nei 21 si sperimenta l'amore disperato, nei 22 l'amore promiscuo -tanto la mononucleosi l'hai già avuta, si suppone-, arrivati a 23 si trova l'amore romantico si è felici e ci si abbandona alla monogamia.

Ai 24 se tutto va bene ci si laurea e si comincia a capire che oltre l'amore c'è di piu', ci sono le barriere linguistiche, ci sono i dottorati (altrui) e altre tesi da scrivere.

Ai 25 si comincia a capire che forse era meglio rimanere all'estero quella volta che si era partiti e si diventa old fashion mentre i 21enni, nel frattempo, stanno ancora sperimentando  l'amore disperato.

Hasta luego

V

venerdì 20 luglio 2012

Ordinary Love e-mail.

Amore mio, 
oggi stavo morendo di sonno ma morendo nel vero senso della parola, talmente tanto che ho dovuto finire tutte le mie scorte di ATP per cercare di tenere gli occhi aperti poi al buffet c'era vino bianco, e tu sai che l unico vino che bevo in tranquillità è il bianco. e stavo anche a stomaco vuoto quindi mi sono "mpo' mbriacata" come fa Mannarino solo che io non lo facevo per una donna ma per noia, per avere qualcosa da tenere in mano per farmi compagnia.
Ho saputo ben camuffare ma l'imbriacatura e il sonno non vanno d'accordo quindi diciamo che stavo morendo ancora piu' di prima e ho proposto un caffè, molto bene, andiamo a prendere un caffè alla caffetteria del campus e ci sediamo ad un tavolo sotto l'ombrellone ma comunque al sole e al caldo.
Caffè caldo, sonno e vino mi stavano letteralmente uccidendo senza parlare del mal di testa che mi viene quando ho sonno e non dormo.
Menomale che uno del lab aveva la macchina e ci ha riportate a casa altrimenti penso che sarei stramazzata al suolo durante il cammino.

Ti amo tanto amore mio, stasera c'è una cena in centro a casa di uno che non conosco bene ma è la cena di dottorato di questo ragazzo del mio lab, saremo tipo in 8 quindi son contenta che non ci sarà troppa gente e non sarà troppo dispersivo, che io per evitare di fare la sfigata solitaria devo sforzarmi tanto quando invece mi verrebbe da sbroccare e fissare il vuoto a random perchè mi piace, tantoo da sembrare una di quelle deficienti da ballo studentesco delle superiori in America che aspettano qualcuno che le invita a ballare e sta in un angoletto.

Patrick Swayze in Dirty Dancing andava a salvare la sua amata Baby dicendole -nessuno puo' mettere Baby in un angolo- ma Patrick Swayze, putroppo, s'ha mort.

Muà

lunedì 2 luglio 2012

I'm not a Carrie but I've got soul mates.

Tutte le volte che mi accingo a scrivere qualcosa qua sopra mi viene in mente la solita scena di Sex and the City dove una biondissima Carrie Bradshaw si prodiga sapientemente nello sfornare uno dei suoi nuovi articoli che ripercorrono le proprie avventure giornaliere.
Il computer portatile acceso su una scrivania situata di fronte la finestra con l'eccezione che io non sono bionda, dalla finestra della mia camera vedo Valencia anzichè di una sempre sveglia New York e , infine come nota piu' importante, non sono Carrie Bradshaw.

Il significato vero di quel telefilm, oltre tutte le vicende piu' o meno veritiere e oltre il cospicuo cast maschile che si dava il cambio ad ogni episodio, penso sia l'amicizia.
Fondamentalmente è un gruppo di amiche che, nonostante tutto, resta unito come anime gemelle destinate a trovarsi e a mai piu' lasciarsi.

Il tutto nasce dal fatto che in questi ultimi giorni ho avuto in visita le mie amiche "storiche" qui da me con le quali ho fatto di tutto, ho litigato, ho amato, ho riso fino alle lacrime e ho mangiato fino alle lacrime, sono stata al mare, ho fatto pic nic, camminate infinite, nottate ad ascoltare musica, sono stata in famiglia.

Oltre a tutto cio' mi viene in mente anche la mia nuova coinquilina che è da poco ripartita per il Messico e della quale sento già la mancanza, come si puo' essere cosi' fortunati nella vita e conoscere talmente tante persone alle quali si finisce per voler cosi' bene?
Sarà il Karma, il destino, il caso, sarà che siamo fortunati.
In una delle note che mi ha lasciato la mia coinquilina prima di partire, assieme a dei dolci comprati apposta per me, è stata questa (ve la traduco): si dice che gli amici sono per sempre e io, tornando a casa sapro' di averne una che porterò sempre nel cuore.

Perchè penso che è cosi' la vita, la vita è amicizia, l'amore (cosa sarebbe l'amore senza l'amicizia?) e il resto vengono dopo.

Vi linko uno dei video montati sapientemente dalla mia fantastica metà Valentina (dove compare l'altra riccioluta metà ovvero Il Ciummo alias Lo Zimmello aka Simona).
Se vi va visitate anche il flickr di Valentina e innamoratevene:  http://www.flickr.com/photos/vallandina

Per il resto, da questa settimana, o la prossima, lancero' anche io una sorta di progetto e chiunque voglia condividerlo con me sarà ben accetto in questo blog, per ogni settimana -o quante ne terremo necessarie- fotografemo (fotografero') uno/a sconosciuta e in poche righe inventeremo (inventero') una storia su di loro -fantastichiamo sugli altri-.
Se anche voi volete fare una cosa del genere e avete un blog basta mandarmi il link del vostro post e io lo condividero' con piacere.

Hasta Luego

V


martedì 12 giugno 2012

L'amore ai tempi della Ryanair, di Skype e dell'Erasmus. Love in the time of Ryanair, Skype, Erasmus.



Le giornate continuano ad andare avanti in maniera a tratti frenetica e a tratti rilassata in questa soleggiata Valencia dall'aria infuocata.
This is me, then
Le mie gambe hanno fatto capolino e ho abbandonato i miei amati jeans per assumere la mia tipica camminata goffa da gonna in un paese che sembra riesca a stare solo a 30 gradi all'ombra -quando fa freddo-.

Per il resto ho avuto modo di comprendere cosa vuol dire -chi ti ama ti segue- e altresi' -chi ti ama ti segue e ti porta anche la colazione a letto-.

Mi ritengo una delle fortunatissime che si è accaparrata uno degli ultimi esemplari di maschio decente, intelligente, ironico, comico, attraente, affascinante, completamente fuori di testa e anticonformista che se lui leggesse questo -cosa che forse farà- mi prenderebbe in giro e io gli direi che siccome sto tessendo le sue lodi lui per ricompensa deve sposarmi -cosa che scrivo solo per pura presa in giro della persona che scrive e della lingua italiana, congiuntivi apparte-.

Dopo aver imbrattato un po' il web con delle inutili e superflue baggianate, per quanto non consideri la lode all'amore una baggianata bensi' un pubblico ringraziamento nonchè razionale dichiarazione d'amore, vi abbandono mandandovi un caloroso -diciamo sui 30 gradi circa n.d.r.- bacio.

V


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