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sabato 15 novembre 2014

Mipiacequando: Madrid è mia e io sono sua (parte II)

Amizi, 
 la mia storia d'amore con Madrid dura da almeno tre anni. La volta scorsa vi ho parlato -in pillolissime- dell'aspetto mangereccio, questa volta parliamo dell'anima letterario culturale della città, sempre in pillole. Queste quattro foto e queste mie righe non riusciranno mai a delineare per bene il profilo giovane creativo e impegnato di questa meraviglia di città ma se riuscirò a suscitare in voi un abbozzo di curiosità a riguardo, allora sentirò di aver fatto una cosa buona.



Madrid ha un lato moderno, turistico, un lato caotico fatto di grande piazze e grandi strade, griffe e negozi le cui filiali sono sparse in tutta europa ma è il lato nascosto, sono le stradine e le piazze-all'-improvviso, i negozi vintage e le piccole librerie, i laboratori culturali e i doodles a sorpresa sui muretti le mie attrazioni preferite.















Mi dovevate vedere davanti alla libreria di turno, quella con le vetrine perfette, quella che aveva gli interni decorati con le frasi dei piu' famosi scrittori del novecento, quelle che avevano un cesto di libri usati a un euro davanti il loro ingresso. Scattavo foto con il mio umile smarphone mentre una manciata di nordiche Canon munite rubavano -ma no, condividevano- le stesse immagini.
Sappiate che ogni volta che entrate in librerie del genere molto spesso sentirete della musica indie e un commesso brizzolato sorseggerà caffè dietro la sua scrivania con la cassa e una macchina da scrivere accanto a lui. Sappiate che se volete trovare il libro del vostro cuore dovete spulciare e lottare perchè se lo cercate con amore, anche se non sapete cosa state cercando, il libro prima o poi si fa trovare, è successo anche a me.



Il mio posto preferito di Madrid si trova in calle Argumosa 39 e ve ne ho parlato tanto tempo fa in un post entusiasta. La Libre è il posto del cuore, quello dove torno sempre, quello che mi ha fatto conoscere Paulo Coelho. A pochi passi dal Reina Sofia, La libre è il posto ideale per una pausa caffè o un brunch o un dolce. Ci andate? Ci state andando? Ci andiamo insieme? Io ci torno eh, questo è sicuro. 



Ci troviamo nel quartiere di Lavapies, un nucleo multietnico dove famiglie cinesi, indiane,  marocchine e senegalesi si mescolano alla popolazione spagnola. E' proprio nel cuore di questo quartiere che troviamo un giardino totalmente autogestito dalla comunità, uno spazio che il comune di Madrid  -dopo una certa resistenza- ha affidato alla cura degli abitanti del quartiere e che dal 2008 è diventato il centro delle attività culturali di un quartiere che è la personificazione del carattere aperto, della varietà e della vita pulsante di Madrid. 





Esta es una plaza è un progetto di riqualificazione di una zona urbana altrimenti destinata alla cementificazione. Vi esorto a visitare il blog dedicato al progetto che, dal 2008 segue l'evoluzione di questa meravigliosa iniziativa.

Ok, la lettera d'amore termina qua. Venerdì prossimo sarò di nuovo lì, seduta sulla mia panchina a Lavapies.

Vi bacio e vi abbraccio

martedì 23 aprile 2013

La libre - La libreria cafè, Madrid



Alla domanda: parlami del tuo posto preferito nel mondo, io potrei rispondervi in modalità random, tra le varie opzioni: Leòn, casa di mia nonna e la libreria cafè di Madrid, non proprio in questo ordine.
Il mio posto preferito in assoluto nel mondo, fino ad oggi, è la Spagna, ma è un discorso lungo che mi costringe a ricacciare dal bagaglio dei ricordi i meravigliosi giorni erasmus e i vagabondaggi vacanzieri dei miei ultimi due anni.
Dicevo che, a Madrid -caput mundi, città che amo anche più del formaggio e di David Bowie- si trova uno dei miei posti preferiti, dove nello scorso anno ho trascorso i pomeriggio afosi di fine Luglio e dove ho preso il caffè macchiato più italiano che potessi incontrare nella penisola iberica.

La Libre - libreria cafè, si trova in calle Argumosa 39, nei pressi del museo Reina Sofia e verso la fine di Lavapies che è uno dei quartieri più multietnici e colorati della meravigliosa capitale Spagnola.

Nella Libre ci si entra perchè la vedi dalla vetrina che è un posto particolare, vedi i libri accatastati in colonne informi su ogni tavolo, sul bancone, vicino i braccioli delle poltrone che si trovano dentro. Nella Libre ci entri perchè ti sembra il posto dove scovare quel libro che ti sta cercando da tempo ma che non ti ha ancora trovato, ci entri perchè hai sete e ti vorresti sedere su una poltrona.

Nella Libre, una volta che ci entri, ti scegli il posto in fondo a sinistra, che è quello dove trovi la poltrona vintage un po' sfondata ma tanto comoda che una volta che ti ci siedi non riesci più' ad alzarti. Nella Libre ci entri e ti scegli un libro da leggere, un libro che può' essere arrivato li' grazie a uno studente americano e lasciato in cambio di un caffè lungo. Nella Libre ci entri perchè le volte in cui l'hai visitata in precedenza, il padrone del bar ti aveva intrattenuto con delle storie talmente bizzarre e divertenti che non vedi l'ora di parlarci di nuovo, nella Libre ci entri perchè la ragazza che ci lavora è italiana e ogni tanto, in un paese straniero, è bello parlare un po' la propria lingua.


Ecco, ora, se qualcuno si trova nei pressi di Madrid e magari si va a fare un pomeriggio al Reina Sofia a vedere Guernica, sappiate Amizi che come uscite dal museo, girate a destra, andate avanti, girate ancora a destra (non fidatemi delle mie indicazioni stradali) entrate nella Libre e pensatemi almeno un po' mentre il padrone vi racconterà della situazione politica spagnola e dispenserà sorrisi e limonata gratis mentre magari vi innamorate di un libro lasciato li' poco prima da una ragazza francese in cambio di un croissant.
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