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martedì 2 aprile 2013

I numeri che piacciono a me.


Da quando nasci ti viene affidato un numero, uno di quelli che ti tieni cucito addosso per tutta la vita, la tua data di nascita (io mi son beccata un simpatico 10/01). Crescendo oltre al numero di denti persi e ricresciuti, cominciano ad accavallarsi altri numeri,  in perfetto ordine crescente, di mese in anno: i cm.
Una volta raggiunta l’altezza giusta per riuscire a salire su ogni attrazione dei parchi giochi, quella giusta per allungare la mano verso il maglione di h&m, l'altezza giusta per nascondere il barattolo di Nutella là dove potrai arrivare solo tu, ecco che i numeri ti sfidano un’altra volta, a scuola ce l'ho sempre messa tutta per essere tra i primi.

La maestra, alle elementari, ci diceva di portare per il giorno dopo 5 pensierini con la parola stella: io non solo portavo 5 pensierini, ma ne portavo 15 perché non si sa mai e in più ogni pensierino era lungo 4 righe, perché se devo parlare di stelle allora è bene argomentare. In pratica, una perfetta tronfia ubicata all'ultimo banco per ovvi motivi di altezza per l'intera carriera scolastica.

Alle medie sono cominciati a fioccare i numeri di cellulare, gli orari di uscita, il coprifuoco, i 24000 baci.

Alle superiori, per il primo compito di greco ti aspetti un otto o un nove, perché tu sei sempre stata la prima della classe e poi ci rimani male quando sul foglio protocollo, in rosso e in bella vista vedi un 5.
Succede che poi, ti abitui, ti rimetti in riga, riprendi i tuoi standard e poi improvvisamente ti innamori e li’ via a contare i giorni e i mesi, le settimane. “Ciao amore, oggi fa già una settimana che stiamo insieme, quando facciamo 3 mesi andiamo al cinema?”.
Tanti amori platonici e delusioni sentimentali dopo, arrivati illesi ai 19 anni bisogna fare i conti con atri numeri: 3+2, nel mio caso.
Una volta avvenuta la scelta i numeri cominciano a far parte della tua vita, dal 18 al 30, a volte anche una lode, 9 esami all’anno, gli orari del treno, i conti delle bollette, i coinquilini vecchi e nuovi, la spesa, le bottiglie di birra, i compleanni, gli affitti, gli appartamenti cambiati, gli anniversari.
Funziona cosi’, che a me i numeri non son mai piaciuti, ma alla fine, nonostante tutto ciò, mi son rimasti fedelmente attaccati.

E ora che mi son presa una piccola vacanza, ecco che ho altri numeri ben più piacevoli con cui relazionarmi: quanti libri comprerò con i buoni che mi hanno regalato?

Ps. Avete letto cosa mi dice Rob?





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