Amizi,
sono qua che vi scrivo con i capelli bagnati e una madre che mi intima di asciugarmeli prima di potermene pentire, tra almeno 30 anni.
Io sono una ribelle e in barba ai dolori cervicali, sono qui che vi scrivo perchè ritengo che la mia impresa della scorsa settimana sia qualcosa che valga la pena soffrire di dolori articolari per buona parte della seconda parte de mi vida.
Come vedete, non perdo proprio il mio amore nei confronti degli incipit idioti -a proposito di incipit, piu' in là vi svelo un'dea-.
Tutta questa fiumana di parole per dirvi che, amici, l'ho fatto, finalmente ho ordinato in ordine alfabetico i miei libri. Una folla acclamante gridava il mio nome, interviste e lacrime si sono sprecate, la gioia di mia madre era indicibile.
In ogni modo, ripulendo e starnutendo, cercando di eliminare l'insidioso strato di polvere che custodisce con tenacità maniacale le parole nascoste all'interno, ho riscoperto eroi ed eroine che hanno animato i miei giorni passati, miti e punti di riferimento. Ho riscoperto l'amore per Dean Moriarty (che io continuo ad immaginare con le sembianze di Kerouac), oh come avrei viaggiato volentieri con lui, che poi si parlava anche di Messico e io da allora ho sviluppato il desiderio di visitare quella terra.
Ho incontrato Isabel Allende, il mio primo folle amore letterario -se non consideriamo Calvino- la sua Clara de "La casa degli spiriti" fa ancora parte della rosa dei miei personaggi preferiti. Fu per Clara che, almeno una decina di anni fa, ho deciso di dipingere di blu la mia camera, come la sua.
E' Isabel che mi ha fatta innamorare della letteratura latino-americana, così colma di magia e tradizioni, di legami di famiglia indissolubili e di segreti indicibili, di amori strazianti e fedeli, di città nascoste e misteriose. Fu dopo Isabel che mi avvicinai a Gabriel Garcia Marquez, quanto mi ha fatto sospirare quell'uomo.
Insomma, è stato un bel viaggio, è stato come andare a prendere un thè con i tuoi personaggi preferiti. Per esempio, La casa degli spiriti è ancora qui, vicino a me.
Vi bacio tutti, amici belli.
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domenica 2 marzo 2014
venerdì 18 ottobre 2013
Hello Spain #3: Tarifa - Malaga
Ci eravamo fermati a Sevilla dove ci attendeva la nostra Seat Ibiza nera splendente nel suo parcheggio della Hertz. Aumentiamo di numero e diventiamo 2 + 1 e ci dirigiamo verso il sud ascoltando i Negrita, in un cd che è poi stato altamente snobbato dall'insensibilità figlia della musica dance commerciale spagnola -aiutateci tutti-.

Sulla lunga strada si sono avvicendati momenti altamente verbosi, canterecci/mangerecci e i silenzi riflessivi che provocano i viaggi , specialmente se lunghi.
I motociclisti sfrecciavano a destra e a sinistra mentre la costa accompagnava la corsa della Seat con alla guida la mia amica Giulia mentre attraversavamo prima Cadice, ci perdevamo in vari camping fino alla resa sulla prima spiaggia nei pressi di Tarifa dove abbiamo bivaccato alle pendici del chiringuito Los Vientos.

Se la sabbia in ogni dove e il vento che scompiglia i capelli creando giocose geometrie in aria minando l'equilibrio dei vostri nervi, sono vostri nemici, allora questo non è il posto per voi, girate i tacchi e andate un po' più a est in direzione Marbella, Malaga, dove saremmo andate noi il giorno dopo.
Il giorno è stato sonnecchiante, pancia all'aria e bibite fresche, crema abbronzante e bagni freddi, in compagnia della costa africana che ci osservava qualche Km più in là davanti a noi. La sera è stata una romantica passeggiata al buio in quella che è la ciudad de la luz o costa de la luz? (Tarifa) momentaneamente a corto di elettricità, paradosso.
Per il resto abbiamo ben pensato di fare amicizia con il cameriere di un locale di cui ahimè il nome è rimasto incastrato nei meccanismi della mia memoria. La paella ha concluso una giornata che si è rivelata essere perfetta.
Il giorno dopo, dopo aver folleggiato con i racchettoni a Marbella, ci ha atteso Malaga e il suo splendido centro. La sosta a Malaga, dopo aver visitato l'Alcazar, è stata tutta dedicata a Picasso.

All'indomani dell'arrivo a Malaga, ecco arrivare la scadenza per un'imminente partenza con destinazione Granada.
sabato 15 settembre 2012
Un Sabato Qualunque.
| Se cliccate sull'immagine si puo' leggere anche la ricetta. |
Il mio sabato tra Batteriologia, i Cookies Americani che sono gelosamente custoditi al momento nel mio stomaco -la cui ricetta ho preso tempo fa da un sito donatomi dalla ricerca su Google di cui mi piacerebbe avere il riferimento per potervelo linkare- e Jack Kerouac, compagno di noi viaggiatori virtuali o di fatto.
Scrivo poco ma penso tanto.
"Perchè per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbagliano o dicono un luogo comune ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oooh!"
[Aggiungo questa nota per coloro che mi chiedono una foto dei cookies. Ebbene, cari amiZi, ve la posto qui sotto, mi perdonerete la pessima qualità.]
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