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sabato 23 marzo 2013

V come Valencia

Proprio un anno fa a quest'ora ero indaffarata nei preparativi della mia imminente partenza. Come mi piace fare, avevo di nuovo sfruttato l'opportunità che ci offre l'università di fuggire per un po' all'estero e fare un Erasmus Placement a Valencia, tornando nella mia amatissima Spagna per tutta l'estate, dopo il fantastico anno passato a Leòn.
Vi preannuncio che questo post sarà piu' popolato da immagini che da parole.
Come prima cosa, una volta arrivata a Valencia, sono stata accolta da un clima se non primaverile, estivo.
Il primo giorno è stato puro vagabondaggio alla ricerca del campus universitario e di un appartamento, mentre il secondo è stato puro cazzeggio nel campus stesso.

Seduta al bar del campus universitario della Politecnica, con la compagnia del mio fantastico zio-traveller-molto-prima-di-me, mi domandavo chi di quelle persone che vedevo in giro avrebbe fatto parte della cerchia di amici che mi sarei costruita, se di li' a poco anche io avrei riso e scherzato ad un tavolo pieno di giuovani spagnoli.
Fortunatamente ho dovuto aspettare poco, la mia tutor nonchè prof nonchè relatrice, usava quasi ogni mattina portarmi al bar a prendere un caffè assieme ai suoi dottorandi (un caffè  di quelli oRendi, ma talmente oRendi che alla fine ti ci abitui e ti piacciono anche, alla faccia dell'oRendo).


Una volta trovata una casa fantastica con coinquiline fantastiche e un padrone un po' invadente, l'unica cosa che mi restava da fare era: essere felice e cominciare a visitare la città da cio' che la rende famosa ovvero la Ciudad de Las Ciencias, il centro storico, il parco che attraversa tutta la città...

Ovviamente, in seguito, è stato necessario perdermi per la città per conoscerla a partire dal centro fin giu' per le vie piu' nascoste, cercando di non perdere i punti di riferimento (tentativo fallimentare quest'ultimo).
Mai come allora, il mio senso dell'orientamento accomunabile a quello di un prosciutto, mi è stato d'aiuto nella scoperta di quartieri unici e rari, assonnati di giorno e popolatissimi di notte.






Tanti sorrisi e, olè.

sabato 26 maggio 2012

Pesci, pesci e oh! Pesci.

Se volete andare in giro per un pomeriggio intero e sotto un sole cocente, non fate come me, siate abbastanza intelligenti -e qui mi rivolgo ad un pubblico di sole donne- o meno lazy, perezosas, pigre e pensate in anticipo che , in vista della stagione estiva, è bene dedicare piu' tempo del dovuto alla so called ehm ceretta.

Apparte la nota dolente del caldo tremendo che ho sopportato, diciamo che la giornata di oggi è passata e sta passando in maniera piacevole.

Sono stata all'Oceanografico, posto nel quale già tempo fa ero stata, diciamo talmente tanto tempo da non ricordare cosa ci fosse ma abbastanza per sapere che non sarei voluta tornare.
Appena arrivata, la gentilissima signora dei biglietti mi ha ricordato il motivo per cui avevo un ricordo tanto traumatico del posto ed infatti abbandonare i miei sudatissimi 25 euro -che in tempo di crisi fanno comodo eccome- è stato un letterale suicidio -prossima settimana sopravvivero' con pane, acqua, cipolla e un po' di insalata-.

La questione è che si, è stata la mia coinquilina -con i suoi occhi dolci e peruviani- a chiedermi di andare e io -la pava della situazione che non riesce mai a dire di no- ho detto di si.

Quello che si puo' trovare in un Oceanografico è facilmente deducibile e ha a che fare con i pesci, pesci, altri pesci e poi ah, pesci.

In virtu' dei miei 25 euro tondi abbandonati e mai piu' rivisti, ho deciso che sarebbe stato opportuno approfittare e godere di ogni angolo vissuto in quell'universo parallelo.

In ordine di visita abbiamo incontrato:
-Isola dei leoni marini
-Acquario mediterraneo
-Aviario (tanti uccelli oltre a tanti pesci)
-Settore Pinguini, Foche
-Settore squali (nel quale, volendo -ma anche no- sarebbe possibile fare immersioni)
-Settore Antartico
-Settore Tropicale
Infine, è anche possibile assistere a spettacoli di delfini, inutile parlare della quantità di bambini presenti, scalpitanti all'idea di andare a picchettare nervosamente con le loro manine sui vetri dell'acquario facendo scaturire l'ira funesta dei ragazzi della security.
Oltre agli amati mammiferi di cui sopra, è possibile osservare degli esemplari di Homo Sapiens Sapiens, virilmente bardati in mute da immersione, eseguire acrobatici salti -tuffi n.d.r.- a mo' di piccola competizione con quelli dei dolphins.

Diciamo che, per quanto riguarda il resto della mia vita, basta con gli acquari.
La prossima volta che la mia coinquilina mi proporrà di far qualcosa, mi accertero' del costo del servizio richiesto e poi, diciamo, accettero' la proposta.

La morale della favola è questa: se dovete andare in un luogo dove il sole vi tormenterà con i suoi insidiosi raggi UV e se la temperatura si aggira dai 23 ai 28 gradi, fatevi prima una ceretta e mettetevi la gonna.

Scherzi a parte, se volete informazioni riguardo alla Ciudad de las Ciencias in generale, che offre una miriade di attrazioni tra cui il Museo della Scienza che avrò il piacere di visitare nei prossimi giorni, si puo' consultare il seguente sito http://www.cac.es/ da cui è anche possibile prenotare in anticipo i biglietti. Il sito è sia in inglese che i spagnolo ed è piuttosto chiaro.

Saludos
V
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